Archivio selezionato: Sentenze T.A.R.

Autorità: T.A.R. Salerno sez. II
Data: 13/02/2017
n. 266
Classificazioni: ISTRUZIONE PUBBLICA - Istruzione - - portatori di handicap
                         REPUBBLICA ITALIANA                         
                     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                     
        Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania         
            sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)            
ha pronunciato la presente                                           
                              SENTENZA                               
sul ricorso numero di registro generale 2787 del 2015, proposto da:  
-OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'avvocato  Ilaria  Caputi,  con
domicilio  eletto  presso  il  suo  studio  in  Salerno,  via  R.  De
Martino,10;                                                          
                               contro                                
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca in  persona
del  Ministro  in  carica,  rappresentato  e   difeso    per    legge
dall'Avvocatura  Distrettuale  dello  Stato,  presso  i  cui   Uffici
domicilia in Salerno al Corso V. Emanuele n. 58                      
                         per l'annullamento                          
della nota  prot.  4006B19  del  Dirigente  Scolastico  dell'Istituto
Comprensivo Statale di -OMISSIS- relativa alle ore di sostegno per il
minore;                                                              
Visti il ricorso e i relativi allegati;                              
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione
dell'Università e della Ricerca;                                     
Viste le memorie difensive;                                          
Visti tutti gli atti della causa;                                    
Relatore  nell'udienza  pubblica  del  giorno  14  dicembre  2016  la
dott.ssa Rita Luce e uditi per le parti i difensori come  specificato
nel verbale;                                                         
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.              
Fatto
FATTO e DIRITTO

I ricorrenti hanno impugnato, nella qualità di esercenti la patria potestà sul figlio minore portatore di handicap di particolare gravità ai sensi dell'art. 3, co. 3, L. n. 104/1992, la nota n. 4006/B19 del 18 novembre 2015, con la quale il quale il Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo statale di -OMISSIS- (AV) ha comunicato che "per l'alunno [...] è utilizzata l'unità di personale docente per attività di sostegno per un numero dodici ore e trenta minuti settimanali per l'a.s. 2015/2016", lamentando l'insufficienza delle ore assegnate.

I ricorrenti, più nello specifico, hanno dedotto che il provvedimento impugnato, nell'assegnare al minore un numero di sole 12,50 ore di sostegno settimanali, non sarebbe idoneo a garantire all'alunno il pieno esercizio del suo diritto alla istruzione ed alla integrazione scolastica, trovandosi egli in una situazione di handicap grave ed avendo bisogno di assistenza continuativa durante tutto l'orario di frequenza; il provvedimento, inoltre, sarebbe giustificato col mero riferimento alla dotazione organica assegnata all'istituto e non opererebbe alcuna valutazione delle reali esigenze del minore. Infine, pur riconoscendo che la scuola è frequentata da tre minori, tutti portatori di handicap grave, soltanto per due di loro sarebbe stata prevista l'assegnazione del sostegno in rapporto 1/1, escludendo immotivatamente e contraddittoriamente il minore Ia..

I ricorrenti, quindi, hanno chiesto accertarsi il diritto del loro figlio minore ad una piena e continuativa assistenza durante tutto l'orario di frequenza scolastica, mediante l'assegnazione di un insegnante di sostegno in rapporti 1/1 e condannarsi il Ministero dell'Istruzione al risarcimento dei danni subiti dal minore a causa dell'illegittima compromissione del suo diritto alla istruzione ed educazione.

Si è costituito in giudizio il Ministero dell'Istruzione, eccependo, in via preliminare, l'inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione dell'adito Tribunale unitamente all'infondatezza, nel merito, delle avverse censure.

Con ordinanza del 20 gennaio 2016 il Tribunale ha accolto l'istanza cautelare e sospeso, in via interinale, gli effetti dell'atto gravato.

All'udienza del 14 dicembre 2016 la causa è stata trattenuta in decisione.

In via preliminare, il Collegio ritiene che l'eccezione di difetto di giurisdizione, sollevata dalla intimata Amministrazione, debba essere disattesa rientrando la presente controversia nella ipotesi di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nella materia dei pubblici servizi, ex art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a. ( T.a.r Palermo, sez. I, 14 ottobre 2013, n. 1850)

Tale assunto non è smentito dalla recente sentenza delle Sezioni Unite n. 25011 del 25 novembre 2014, con la quale è stata affermata la devoluzione alla giurisdizione ordinaria sul presupposto che l'inadeguato sostegno scolastico alla disabilità grave configuri una ipotesi di discriminazione rilevante ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67, posto che nel caso oggetto del presente giudizio, i ricorrenti hanno contestato il numero delle ore di sostegno assegnate al minore non sotto il profilo della discriminazione rilevante ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67 (Cass., SS.UU. n. 25011/2010 cit.) bensì sotto il profilo "della cattiva gestione del servizio pubblico scolastico di sostegno agli alunni disabili - la cui natura unitaria è indubbia - e quindi l'inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di espletare la relativa potestà pubblica secondo canoni di efficienza e equità sociale" (cfr T.a.r. Napoli, sez. IV, 19 gennaio 2016 n. 252)

Quanto al merito, il ricorso è fondato.

Come questo Tribunale ha già avuto modo di affermare, (cfr. T.a.r Salerno, Sez, I, 11 ottobre 2011, n. 1640) e conformemente al consolidato indirizzo giurisprudenziale, si ritiene che, laddove sia stata accertata, da parte degli organi sanitari competenti, una situazione di handicap grave in capo all'alunno minore, l'Amministrazione scolastica non possa determinare il numero delle ore di sostegno senza adeguata motivazione, relativa alle condizioni specifiche del minore stesso e delle sue concrete necessità di ausilio. (cfr. T.a.r Molise, 26 luglio 2011, n. 452).

L'insufficiente dotazione di organico dell'Istituto, a sua volta, non può costituire valida ragione per giustificare un numero di ore di sostegno inferiore al rapporto 1/1, laddove la situazione di gravità dell'handicap imporrebbe una assistenza continuativa per tutto l'orario scolastico e secondo il rapporto pieno sopra indicato; l'Amministrazione, infatti, non può scegliere se e in che misura assegnare un insegnante di sostegno sulla base dell'astratta disponibilità di insegnanti e di contingenze economico - finanziarie, ma deve fornire tale servizio in dipendenza delle concrete condizioni del disabile e di quanto è necessario per garantire la soddisfazione del suo diritto fondamentale all'istruzione, anche tramite l'assunzione di insegnanti di sostegno con contratto a tempo determinato (cfr. in argomento Consiglio di Stato, sez. VI, 21 aprile 2010, n. 2231).

Nel caso di specie, lo stato di handicap grave in cui versa il minore è stato accertato nelle forme previste dalla normativa di riferimento e risulta comprovato dalla documentazione versata in atti; tale documentazione rende palese che l'alunno, al fine di vedere garantita l'effettività del suo diritto all'istruzione e il pieno sviluppo delle sue potenzialità in ambito scolastico, abbisogna di un insegnante di sostegno per tutte le ore di frequenza scolastica, secondo un rapporto di uno ad uno.

Del resto, la giurisprudenza ha già chiarito che la natura fondamentale del diritto all'istruzione fa si che, in relazione alle condizioni cliniche del disabile, ci si debba orientare "verso la più ampia ipotesi possibile di sostegno" (cfr. Consiglio di stato, sez. VI, 21 aprile 2010, n. 2231).

In tale contesto, la scelta dell'amministrazione di assegnare alla studentessa solo 12,50 ore di insegnamento specialistico integra una determinazione del tutto sganciata dai bisogni concreti del disabile, perché non è rapportata né alle sue condizioni effettive di salute, né ad una oggettiva disamina delle misure da adottare al fine di soddisfare il suo diritto fondamentale all'istruzione.

Attribuire un insegnante di sostegno per un numero di ore inadeguato significa sia precludere al disabile la possibilità di ottenere un'adeguata istruzione, sia serbare una condotta confliggente con il diritto fondamentale all'istruzione. (cfr T.a.r Milano, Sez. III, 23 giugno 2011, n. 1694).

Per tali ragioni il ricorso va accolto con conseguentemente riconoscimento del diritto del minore ricorrente ad essere assistito, durante le ore di frequenza scolastica, da un insegnante di sostegno per l'intero orario settimanale secondo un rapporto di uno ad uno tale rapporto, almeno fino a quando non risultino documentalmente modificate le condizioni su cui si fonda l'affermazione di tale diritto.

Quanto alla domanda risarcitoria proposta in questa sede, invece, il Collegio, pur consapevole di un diverso orientamento fatto proprio da una parte della giurisprudenza amministrativa, ritiene che la stessa non meriti accoglimento atteso che parte ricorrente, infatti, avrebbe dovuto dedurre e provare gli elementi costitutivi della invocata responsabilità aquiliana dell'Amministrazione, ovvero gli effetti pregiudizievoli che la diminuzione delle ore di sostegno ha provocato in capo al minore disabile, non risultando sufficiente la prospettazione di tali pregiudizi in termini di mera "verosimiglianza" ( T.a.r. Campania, Napoli, sez. IV,. 21 aprile 2015 n. 2239).

Ciò premesso e considerato che, nel caso di specie i ricorrenti non hanno fornito la prova dei danni lamentati, il Collegio ritiene che il danno non sia liquidabile neppure in via equitativa e che la relativa domanda debba essere respinta.

In conclusione, per le suesposte considerazioni, il ricorso va in parte accolto con il conseguente annullamento del provvedimento impugnato.

Sussistono giusti motivi. anche in ragione dell'oggetto e la natura delle doglianze prospettate, per compensare fra le parti le spese di giudizio.

Diritto
PQM
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Compensa tra le parti le spese di lite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1,2 e 5 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, manda alla Segreteria di procedere, in caso di riproduzione in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, all'oscuramento delle generalità del minore, dei soggetti esercenti la potestà genitoriale o la tutela e di ogni altro dato idoneo ad identificare il medesimo interessato riportato sulla sentenza o provvedimento.

Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 14 dicembre 2016 con l'intervento dei magistrati:

Francesco Riccio, Presidente

Giovanni Grasso, Consigliere

Rita Luce, Primo Referendario, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 13 FEB. 2017.

Note
Utente: avvoc94 AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO - www.iusexplorer.it - 31.08.2017

© Copyright Giuffrè 2017. Tutti i diritti riservati. P.IVA 00829840156