Archivio selezionato: Sentenze T.A.R.

Autorità: T.A.R. Palermo sez. II
Data: 05/12/2016
n. 2810
Classificazioni: GIURISDIZIONE CIVILE - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - - in genere
                         REPUBBLICA ITALIANA                         
                     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                     
        Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia         
                          (Sezione Seconda)                          
ha pronunciato la presente                                           
                              SENTENZA                               
sul ricorso numero di registro generale 4019 del 2014,  integrato  da
motivi aggiunti, proposto da -OMISSIS-, in proprio e nella qualità di
genitori  esercenti  la  potestà    sul    figlio    minore-OMISSIS-,
rappresentati e difesi  dall'avv.  Sonia  Provenzano,  con  domicilio
eletto in Palermo, Via Goethe 22, presso lo  studio  dell'Avv.  Maria
Giuseppa Cassenti;                                                   
                               contro                                
- il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,     
- l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia - Ambito Territoriale
per la Provincia di Caltanissetta,                                   
- l'Istituto Comprensivo Statale di Milena - Campofranco,            
in  persona  dei  rispettivi  legali  rappresentanti  pro    tempore,
rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura  Distrettuale  dello
Stato di Palermo, presso i cui uffici, siti in Palermo, via Alcide De
Gasperi, n. 81, sono ex lege domiciliati;                            
                         per l'annullamento                          
                 previa sospensione dell'efficacia,                  
quanto al ricorso introduttivo                                       
- della nota prot. n. 3681/C27 datata  13/10/2014  con  la  quale  il
Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Statale  di  Milena  -
Campofranco, per l'anno scolastico 2014/2015 ha assegnato  all'alunno
-OMISSIS- disabile grave, un insegnante di  sostegno  per  16,30  ore
settimanali, in luogo delle 25  ore  settimanali  di  cui  il  minore
necessita;                                                           
- degli atti presupposti, connessi e conseguenziali;                 
nonché per il riconoscimento                                         
- del diritto del  minore  ad  essere  assistito  dall'insegnante  di
sostegno durante l'intero orario di frequenza scolastica,  così  come
risulta necessario in considerazione della grave disabilità di cui  è
affetto il minore. E pertanto,  del  diritto  del  minore  ad  essere
assistito, nel corso dell'a.s. 2014/2015 e per gli  anni  successivi,
da un insegnante di sostegno con rapporto 1/1 (25  ore  settimanali),
come risulta necessario in ragione  della  disabilità  del  minore  e
delle esigenze formative rappresentate nel proprio progetto educativo
didattico - piano educativo individualizzato;                        
e per la condanna                                                    
- delle Amministrazioni resistenti  all'assegnazione,  a  favore  del
minore, di un insegnante di sostegno per l'intero orario di frequenza
scolastica e dunque per 25 ore settimanali;                          
- delle Amministrazioni resistenti  al  risarcimento  del  danno  non
patrimoniale ex art. 2059 c.c. subito dai ricorrenti per  la  mancata
tempestiva assegnazione di un adeguato numero di ore di sostegno;    
quanto ai motivi aggiunti                                            
- della nota prot. n. 2781/C27 datata  17/09/2015  con  la  quale  il
Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Statale  di  Milena  -
Campofranco, per l'anno scolastico 2015/2016 ha assegnato  all'alunno
-OMISSIS- disabile grave, un insegnante di  sostegno  per  14,00  ore
settimanali, in luogo delle 22  ore  settimanali  di  cui  il  minore
necessita;                                                           
nonché per il riconoscimento                                         
- del diritto del  minore  ad  essere  assistito  dall'insegnante  di
sostegno durante l'intero orario di frequenza scolastica,  così  come
risulta necessario in considerazione della grave disabilità di cui  è
affetto il minore. E pertanto,  del  diritto  del  minore  ad  essere
assistito, nel corso dell'a.s. 2015/2016 e per gli  anni  successivi,
da un insegnante di sostegno con rapporto 1/1 (22  ore  settimanali),
come risulta necessario in ragione  della  disabilità  del  minore  e
delle esigenze formative rappresentate nel proprio progetto educativo
didattico - piano educativo individualizzato;                        
e per la condanna                                                    
- delle Amministrazioni resistenti  all'assegnazione,  a  favore  del
minore, di un insegnante di sostegno per l'intero orario di frequenza
scolastica e dunque per 22 ore settimanali;                          
- delle Amministrazioni resistenti  al  risarcimento  del  danno  non
patrimoniale ex art. 2059 c.c. subito dai ricorrenti per  la  mancata
tempestiva assegnazione di un adeguato numero di ore di sostegno.    
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;           
Visti  gli  atti  di  costituzione  in    giudizio    di    Ministero
dell'Istruzione  dell'Università  e  della  Ricerca  e  di   Istituto
Comprensivo Statale di Milena -Campofranco e  di  Ufficio  Scolastico
Provinciale di Caltanissetta e di Ufficio Scolastico Regionale per la
Sicilia;                                                             
Vista la memoria difensiva e la documentazione  depositata  da  parte
resistente il 7 gennaio 2015;                                        
Vista l'ordinanza collegiale n.  1322/2015,  con  la  quale  è  stata
accolta l'istanza cautelare proposta con i  motivi  aggiunti  e  sono
stati disposti incombenti istruttori;                                
Visti i documenti prodotti in esecuzione della  citata  ordinanza  n.
1322/2015;                                                           
Visti tutti gli atti della causa;                                    
Visti agli artt. 52 commi 1, 2 e 5 e 22, comma 8, D.lgs. n. 196/2003;
Relatore il Primo Referendario Anna Pignataro;                       
Uditi alla pubblica udienza del giorno 6 ottobre 2016 per le parti  i
difensori, presenti così come specificato nel verbale d'udienza;     
Viste le memorie difensive;                                          
Visti tutti gli atti della causa;                                    
Fatto
FATTO e DIRITTO

Con il ricorso in epigrafe indicato e i successivi motivi aggiunti, entrambi ritualmente notificati e depositati, si censurano i provvedimenti impugnati nella parte in cui hanno assegnato al minore interessato, affetto da disabilità grave ex art. 3, c. 3, l. 104/1992 (documentata come in atti, e comunque non contestata), un insegnante di sostegno per un numero di ore settimanali (16,30, quanto all'a.s. 2014/2015 e 14,00, quanto all'a.s. 2015/2016) inferiore al numero delle ore (rispettivamente 25 e 22) in relazione alle quali lo stesso minore necessita del sostegno pari a un rapporto 1/1, secondo quanto stabilito dai documenti educativi didattici relativi agli anni scolastici considerati (v. documentazione in atti).

Le censure proposte lamentano il sacrificio del diritto allo studio del minore, in conseguenza della contrazione delle ore di sostegno, funzionali a consentire la proficua partecipazione del minore stessi alle attività didattiche, altrimenti preclusa dallo stato di disabilità.

Pregiudizialmente il Collegio ritiene di dover esaminare la questione relativa alla sussistenza o meno della giurisdizione amministrativa, a seguito dell'apparente contrasto sorto a seguito della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 25 novembre 2014, n. 25011 e della successiva sentenza dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 12 aprile 2016, n. 7.

Orbene, il Collegio ritiene, concordemente a quanto statuito di recente sia dal C.g.a. (v. sentenza 29 luglio 2016, n. 248), che da questo T.a.r. (cfr., ex multis, la sentenza della sez. III, 19 settembre 2016, n. 2188), di affermare il principio secondo il quale rientra nella giurisdizione dell'adito giudice amministrativo la domanda con la quale si chiede l'accertamento del diritto dell'alunno disabile a beneficiare dell'attività di sostegno volta a garantire la piena integrazione dello stesso nel percorso scolastico posto che detto accertamento riguarda la verifica del corretto espletamento di poteri pubblicistici, e ciò indipendentemente dalla circostanza che sia o meno stato adottato il PEI a conclusione del relativo iter procedimentale relativo.

Invero, "il riconoscimento della spettanza o meno della misura di sostegno in favore del disabile non attiene ad una ipotetica fase di "attuazione" di un provvedimento definitivamente cristallizzato, sia perché non esiste un momento nel quale le determinazioni già assunte nel documento programmatico adottato si sottraggono a possibilità di verifica, sia perché la conformazione - ad opera dell'attività dell'amministrazione - del diritto fondamentale tutelato avviene non in sede meramente programmatoria, ma con il provvedimento finale che dà accesso allo strumento amministrativo necessario all'esercizio del diritto medesimo" (così T.a.r. Sicilia, sez. II, n. 2188/2016, cit.).

Ciò posto, secondo i numerosi precedenti del T.a.r. alle cui motivazioni, per esigenze di sintesi si rinvia (per tutte v. la sentenza della Sez. I, 24 febbraio 2011, n. 360) - il quadro costituzionale e legislativo (v. anche la sentenza della Corte costituzionale n. 80/2010) è nel senso della necessità per l'amministrazione di erogare il servizio didattico predisponendo, per l'ipotesi di disabilità grave, le misure di sostegno necessarie per evitare che il soggetto disabile altrimenti fruisca solo nominalmente del percorso di istruzione, essendo impossibilitato ad accedere ai contenuti dello stesso in assenza di adeguate misure compensative, e che tale rapporto di adeguatezza va evidentemente parametrato in funzione dello specifico e concreto ciclo scolastico frequentato.

È pertanto fondata la domanda di accertamento del diritto dell'alunno ricorrente a vedersi assegnato dal M.I.U.R., e per esso dalla competente Direzione Didattica, un insegnante di sostegno per il numero di ore previsto nella relativa documentazione scolastica per gli a.s. considerati e per l'intero percorso scolastico, fermo restando per gli anni successivi, l'obbligo dei componenti del gruppo misto (cui compete l'individuazione degli interventi finalizzati alla concreta attuazione del diritto all'istruzione e all'integrazione scolastica) di adottare costantemente e tempestivamente, nell'ambito della programmazione scolastica dell'Istituto frequentato dal minore, i documenti di propria competenza, onde consentire l'attuazione delle misure che saranno previste per la piena integrazione scolastica del disabile.

Ciò posto, quanto alla domanda impugnatoria, va dichiarata l'improcedibilità del ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto d'interesse, atteso che risulta in atti che al minore è stato assegnato l'insegnante di sostegno per un numero di 25 ore settimanali per l'a.s. 2014/2015 con provvedimento del 5 dicembre 2014, e l'illegittimità, con conseguente loro annullamento, dei provvedimenti impugnati con i motivi aggiunti in quanto lesivi del diritto azionato e riconosciuto con la presente sentenza.

La domanda risarcitoria, invece, è infondata e perciò va respinta: il Collegio ritiene di condividere l'orientamento assunto dalle citate sentenze del C.g.a. (n. 248/2016) e del T.a.r. Sicilia (n. 2188/2016) che negano sia la sussistenza del diritto al risarcimento del danno patrimoniale e ciò per mancanza del danno, prospettato in via meramente presuntiva e soprattutto dell'elemento soggettivo della colpa (v. difficoltà organizzative e insufficienza delle risorse, anche umane), sia di quello non patrimoniale, tenuto conto della mancata "allegazione di elementi idonei in concreto - ulteriori rispetto alla mera allegazione della violazione intervenuta dell'ordine normativo - a supportare la richiesta perché rivelatori di conseguenze lesive (ad esempio: intervenuto pregiudizio scolastico, intervenuto aggravamento del deficit cognitivo accertato, turbamenti in peius della qualità della vita) eziologicamente collegate (al limite anche solo in via presuntiva, con conseguente rovesciamento degli oneri probatori) alla condotta contestata".

Le spese del giudizio da liquidarsi in dispositivo sono poste a carico del M.I.U.R..

Diritto
PQM
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando:

- dichiara improcedibile il ricorso introduttivo.

- accoglie il ricorso per motivi aggiunti nei limiti, nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.

- rigetta la domanda di risarcimento del danno.

Condanna il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca al pagamento delle spese e degli onorari del presente giudizio, liquidate in complessivi € 1.000,00 (mille/00) oltre accessori come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1,2 e 5 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, manda alla Segreteria di procedere, in caso di riproduzione in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, all'oscuramento delle generalità del minore, dei soggetti esercenti la patria potestà o la tutela e di ogni altro dato idoneo ad identificare il medesimo interessato riportato sulla sentenza o provvedimento.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 6 ottobre 2016 con l'intervento dei magistrati:

Cosimo Di Paola, Presidente

Federica Cabrini, Consigliere

Anna Pignataro, Primo Referendario, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 05 DIC. 2016.

Note
Utente: avvoc94 AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO - www.iusexplorer.it - 31.08.2017

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