Archivio della categoria: TRUST

Il legittimario è terzo rispetto al Trust lesivo della sua quota di riserva

Anno III, Numero I, gennaio/marzo 2016

di DORIANA DE CRESCENZO, Dottoranda nell’Università Suor Orsola Benincasa

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Applicando la propria giurisprudenza in materia del regime della prova della simulazione (Cass. 27 ottobre 1984 n. 5515, Cass. 29 maggio 1995 n. 6031, Cass. 24 marzo 2006 n. 6632 , Cass. 26 marzo 2008 n. 7834; nonché Trib. Foggia  8 aprile 2014, App. Napoli 29 aprile 2013, App. L’Aquila  2 dicembre 2010), le Sezioni Unite con ordinanza 20 giugno 2014 n. 14041 stabiliscono che il soggetto legittimario che agisce per veder pronunciare la nullità di un contratto per lesione del diritto riservatogli dalla legge, assume la qualità di terzo rispetto alle parti del contratto. Applicando tale assunto al caso in esame, la Corte ritiene che la clausola di proroga della giurisdizione non è opponibile all’attrice, la quale non agisce nella qualità di beneficiaria del trust nè subentrando nella posizione del disponente ma agisce in qualità di terza contestando la stessa validità del negozio di destinazione realizzato dal padre.

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La trascrizione della devoluzione di immobili in Trust: le soluzioni antitetiche della Corte di appello di Trieste e del Tribunale di Torino

Anno I, Numero III, ottobre dicembre 2014

di LORENZA BULLO, Notaio e Professore associato nell’Università di Padova

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Come è stato scritto da Francesco Gazzoni (Gazzoni, Il trust, in Trattato della trascrizione, I, t. 2, Torino, 2012 471) “(…) nell’ordinamento italiano la separazione patrimoniale è bensì effetto di una disposizione di legge diretta o indiretta, purché però segua di necessità la trascrizione o annotazione (…).”

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La destinazione patrimoniale nella gestione della crisi dell’impresa: il Trust liquidatorio approda in Cassazione

Anno I, Numero II, luglio/settembre 2014

di AMALIA CHIARA DI LANDRO, Ricercatore nell’Università Mediterranea di Reggio Calabria

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Cass. 9 maggio 2014 n. 10105, Rel. Nazzicone offre una serie di spunti di interesse quanto al tema della riconoscibilità del c.d. trust interno e al particolare impiego dell’istituto nella materia fallimentare (da ultimo per la tesi della nullità cfr. Trib. Napoli 3 marzo 2014, in questa Rivista, con nota di C. Restivo, Nullità del Trust liquidatorio, mentre per le modalità di trascrizione: L. Bullo, in questa Rivista)

La Corte di Cassazione stabilisce che non è riconoscibile un trust, impiegato nell’ambito di una procedura fallimentare di una società per liquidarne il patrimonio aziendale a beneficio dei creditori, ove l’insolvenza della stessa fosse preesistente all’istituzione del vincolo. La non riconoscibilità dell’istituto determina anche la nullità dell’atto di trasferimento dei beni al trustee per difetto di causa ex art. 1418, secondo comma c.c.

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Nullità del Trust liquidatorio

Anno I, numero II, luglio/settembre 2014

di CARMELO RESTIVO, Ricercatore nell’Università di Palermo

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Il Tribunale di Napoli con sentenza del 3 marzo 2014 interviene sul problema del Trust liquidatorio.

Sebbene non presenti particolari profili di innovatività, questa pronuncia merita di essere segnalata perché costituisce l’ennesimo indice della tensione tra la prudenza con cui la giurisprudenza valuta il ricorso al Trust nella materia della crisi di impresa e una prassi che invece, insinuandosi negli spazi offerti da un’elaborazione teorica non ancora matura, mostra un crescente entusiasmo nei confronti di questo strumento.

Tra l’altro, a soli due mesi di distanza dalla pronuncia napoletana Cass. 9 maggio 2014 Rel. Nazzicone in questa Rivista, con nota di A.M. DI LANDRO si è confrontata per la prima volta con il c.d. Trust liquidatorio ritenendo che lo stesso, in presenza di un preesistente stato di insolvenza, non sia riconoscibile nell’ordinamento italiano (per le modalità di trascrizione cfr. L. Bullo).

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