Archivio della categoria: COMPENSAZIONE

La compensazione «impropria» o «atecnica» come mero accertamento contabile delle reciproche pretese creditorie

Anno IV, numero I, gennaio/marzo 2017

di SIMONE ALECCI, Magistrato ordinario in tirocinio del Tribunale di Palermo

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App. Palermo 9 febbraio 2017 traccia lo spettro funzionale della compensazione «impropria» o «atecnica» muovendo dall’assunto per cui la sua operatività non può sublimare in un meccanismo estintivo delle reciproche poste creditorie scollato dalle coordinate codicistiche.

La ricostruzione operata dalla corte di merito attecchisce nell’alveo di una controversia lavoristica – condizionata nel suo esito dagli effetti di un giudicato penale di condanna – in cui alla domanda del prestatore di lavoro volta ad ottenere la corrensponsione del trattamento di fine rapporto si contrappone, alla stregua di speculare pretesa creditoria, quella datoriale imperniata sull’indebita percezione di assegni familiari da parte del dipendente.

I giudici di merito, agganciando compiutamente la traiettoria esegetica segnata dalla giurisprudenza di legittimità (icasticamente compendiata in Cass. Civ., Sez. Lav., 8 dicembre 2008, n. 28855), ribadiscono del tutto condivisibilmente che l’operatività della compensazione postula l’autonomia dei rapporti da cui scaturiscono le reciproche pretese creditorie. Laddove, infatti, l’elisione delle speculari posizioni debitorie traesse origine dal medesimo rapporto obbligatorio, affiorerebbero i lineamenti strutturali della compensazione impropria o atecnica, la quale comporterebbe né più né meno che un accertamento del reciproco dare-avere (GRISI, in Manuale del diritto privato, a cura di Mazzamuto, Torino, 2016, 479).

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Le Sezioni Unite sui requisiti del credito opposto in compensazione

Cass. sez un. 15 novembre 2016 n. 23225 ha statuito, tra l’altro, che la compensazione giudiziale di cui all’art. 1243 c.c. presuppone l’accertamento del controcredito da parte del giudice dinanzi al quale la compensazione è fatta valere, mentre non può fondarsi su un credito la cui esistenza dipenda da un separato giudizio in corso.

In argomento cfr. S. ALECCI, La questione della compensabilità del credito «sub iudice» al vaglio delle Sezioni Unite. Il «giusto processo» oltre gli steccati codicistici?, in Dir. civ. cont., 10 gennaio 2016

La questione della compensabilità del credito «sub iudice» al vaglio delle Sezioni Unite. Il «giusto processo» oltre gli steccati codicistici?

Anno III, Numero I, gennaio/marzo 2016

di SIMONE ALECCI, Dottore di ricerca nell’Università di Palermo

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Cass. ord. 11 settembre 2015, n. 18001, Rel. Vivaldi, immette nel caleidoscopio esegetico delle Sezioni Unite gli ingranaggi del meccanismo compensativo nell’ipotesi in cui uno dei crediti sia sub iudice. Il provvedimento di rimessione scaturisce dall’incursione all’interno del circuito giurisprudenziale di una recente pronuncia – Cass. 17 ottobre 2013 n. 23573, Rel. Frasca – che, dilatando con piglio iperbolico i principi di effettività e di concentrazione delle dinamiche giudiziali, ha audacemente scardinato quell’architrave interpretativa a dir poco monolitica postulante l’irriducibilità allo schema della compensazione del credito incagliato in una vicenda processuale non ancora definitivamente cristallizzata.

L’opportunità di chiamare in causa la giurisdizione di legittimità nella sua composizione più autorevole è ampiamente condivisibile, in quanto il tessuto motivazionale dell’eterodossa sentenza segnalata dall’ordinanza interlocutoria appare innervato da considerazioni di ordine sistematico pericolosamente fuorvianti. Ed infatti, mediante il pretesto argomentativo di non voler intaccare le interazioni tra diritto sostanziale e processo, l’orientamento giurisprudenziale di segno contrario a quello assolutamente prevalente ammette, livellando radicalmente il divario qualitativo e funzionale tra la fattispecie regolata dal primo e quella disciplinata dal secondo comma dell’art. 1243 c.c., l’elisione delle reciproche posizioni debitorie anche allorquando il credito opposto in compensazione sia oggetto di accertamento da parte di un giudice differente da quello investito della controversia relativa al credito principale. Continua a leggere

Rimessa alle sezioni unite la questione della compensazione legale del credito “sub iudice”

Con l’ordinanza interlocutoria 11 settembre 2015 n.18001, Rel. Vivaldi, la Terza Sezione Civile – sul presupposto dell’esistenza di un contrasto di giurisprudenza sul punto – ha rimesso al Primo Presidente della Corte, ai fini dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione relativa all’operatività della compensazione legale, allorché uno dei crediti risulti “sub iudice”, ovvero accertato giudizialmente, ma con sentenza non ancora passata in giudicato.

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