Archivi categoria: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

L’acquisizione sanante ex art. 42-bis T.U. Espropriazioni è costituzionalmente legittima

Corte Cost., sentenza, 30 aprile 2015 n. 71, Rel. Zanon si pronuncia sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 42-bis del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità – Testo A), sollevata dalle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione e dal T.A.R. Lazio, con riferimento agli articoli 3, 24, 42, 97, 111 co. 1 e 2, 113 e 117 co. 1 della Costituzione.

L’art. 42-bis T.U. Espropriazioni è stato introdotto dall’art. 34 co. 1, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito con modificazioni nella Legge 15 luglio 2011 n. 111 art. 1 co. 1, a seguito della declaratoria di incostituzionalità per eccesso di delega (Corte Cost. sentenza 8 ottobre 2010 n. 293) del previgente art. 43. La norma, rubricata “Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico”, nella sua attuale formulazione prevede un particolare meccanismo di “espropriazione semplificata” a seguito di occupazione originariamente illegittima di un bene immobile privato da parte della P.A. Continua a leggere

Per l’Adunanza Plenaria Il giudice amministrativo non può d’ufficio limitarsi a risarcire il danno anziché annullare l’atto illegittimo

Il Cons. Stato Ad. Plen. 15 aprile 2015 n. 4, Est. De Felice decide nel merito la controversia alla stessa rimessa con ordinanza 22 gennaio 2015, n. 284, Est. Rocco, statuendo il seguente principio di diritto: “Sulla base del principio della domanda, il giudice amministrativo, ritenuta la fondatezza del ricorso, non può ex officio limitarsi a condannare l’amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti agli atti illegittimi impugnati, anziché procedere al loro annullamento, ancorché la pronuncia possa provocare gravi pregiudizi ai controinteressati, anche per il lungo tempo trascorso dalla adozione degli atti e ad essa debba seguire il rinnovo della procedura esperita”.

Rimessa all’Adunanza Plenaria del Consiglio di stato la questione del potere del giudice amministrativo di non annullare l’atto illegittimo disponendo invece il risarcimento (quando ciò comporti la perdita dell’attività lavorativa per i candidati vincitori)

Cons. Stato, ord. 22 gennaio 2015, n. 284, Est. Rocco, rimette ex art. 99 c.p.a. all’Adunanza Plenaria la questione se il giudice amministrativo – in basi ai principi fondanti la giustizia amministrativa ovvero in applicazione dell’art. 34, comma 3, del c.p.a. – possa non disporre l’annullamento della graduatoria di un concorso, risultata illegittima per un vizio non imputabile ad alcun candidato, e disporre che al ricorrente spetti un risarcimento del danno (malgrado questi abbia chiesto soltanto l’annullamento degli atti risultati illegittimi), quando la pronuncia giurisdizionale – in materia di concorsi per l’instaurazione di rapporti di lavoro dipendente – sopraggiunga a distanza di moltissimi anni dalla approvazione della graduatoria e dalla nomina dei vincitori, e cioè quando questi abbiano consolidato le scelte di vita e l’annullamento comporti un impatto devastante sulla vita loro e delle loro famiglie.

Continua a leggere