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L’osservanza da parte della struttura ospedaliera della normativa per le prestazioni di emergenza non è sufficiente ad escludere la responsabilità

Secondo Cass. 19 ottobre 2015 n. 21090, Rel. De Stefano, in materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, l’osservanza da parte di una struttura ospedaliera – pubblica o privata – delle dotazioni ed istruzioni previste dalla normativa vigente per le prestazioni di emergenza non è sufficiente ad escludere la responsabilità per i danni subiti da un paziente in conseguenza della loro esecuzione, essendo comunque necessaria l’osservanza delle comuni regole di diligenza e prudenza.

Sulla “complicanza” come causa di impossibilità non imputabile ex art. 1218 c.c. e sulla relativa prova cfr. M. FACCIOLI, La rilevanza del concetto medico-legale di «complicanze» nei giudizi di responsabilità medica, in Dir. civ. cont., 18 ottobre 2015

La rilevanza del concetto medico-legale di «complicanze» nei giudizi di responsabilità medica

Anno II, Numero IV, ottobre/dicembre 2015

di MIRKO FACCIOLI, Ricercatore di Diritto privato nellUniversità di Verona

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Con la pronuncia n. 13328 del 30 giugno 2015, la Corte di Cassazione si è occupata della rilevanza che nei giudizi di responsabilità civile medica deve attribuirsi al concetto di «complicanza», espressione con la quale – secondo la Suprema Corte – «la medicina clinica e la medicina legale designano solitamente un evento dannoso, insorto nel corso dell’iter terapeutico, che pur essendo astrattamente prevedibile, non sarebbe evitabile» e che, come tale, esclude la sussistenza della responsabilità in discorso. Affermando principi che, come meglio vedremo, sembrano porsi in distonia con il consolidato orientamento giurisprudenziale in materia, la pronuncia in esame ha sostenuto che «tale concetto è inutile nel campo giuridico.

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