Archivio della categoria: SOVRAINDEBITAMENTO

I rigidi confini della nozione di «consumatore» nella composizione della crisi da sovraindebitamento.

Anno III, Numero I, gennaio/marzo 2016

di SIMONE ALECCI, Dottore di ricerca nell’università di palermo

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Cass. 1 febbraio 2016 n. 1869, Rel. Ferro, traccia il confine della nozione di consumatore in funzione dell’accesso al prisma rimediale allestito dalla l. 27 gennaio 2012, n. 3 per sterilizzare le crisi da sovraindebitamento dei soggetti sottratti al raggio applicativo della legislazione fallimentare.

La ricostruzione emergente dal reticolo motivazionale diverge dalla traiettoria ermeneutica segnata da un esiguo drappello di interpreti inestricabilmente avvinti al tenore letterale dell’art. 6, comma 2, l. b) della l. 3/2012, stando al quale lo status consumeristico (sintagma più consono di quelli che valorizzano i connotati qualitativi intrinseci associati alla figura del consumatore, che non esprime – come opportunamente rimarcato da ALESSI, La disciplina generale del contratto, Torino, 2015, 108 – una qualità del soggetto stabilmente ravvisabile nei rapporti sociali ed economici, bensì una dimensione relazionale estranea ad un’attività economica organizzata e misurabile con riferimento allo scopo dell’operazione negoziale di volta in volta posta in essere) è riconducibile alla persona fisica che abbia assunto obbligazioni esclusivamente per finalità estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Continua a leggere

Applicata la legge sul sovraindebitamento nei confronti di Equitalia (unico creditore): quando al giudice sfugge la “ratio” e la disciplina di un istituto

Proprio mentre il Ministero di Giustizia determina le modalità di iscrizione di Organismi di composizione delle crisi da sovraindebitamento costituiti da enti pubblici (camere di commercio e ordini professionali, d.m. 202/2014) , con provvedimento davvero eterodosso, il Tribunale di Busto Arsizio decreto 16 settembre 2014 ha omologato un “piano del consumatore” ex art. 12-bis Legge n. 3/2012 in un caso in cui unico creditore risultava essere l’erario, e dunque l’agente di riscossione Equitalia, per una somma di circa euro 86.000.

Con il pagamento di poco più di Euro 11.000, ricavati dalla vendita di una porzione di immobile di proprietà del debitore, viene ritenuto ammissibile ed omologabile il piano, e conseguentemente estinto il debito complessivo.

Sfugge evidentemente al Tribunale che per «sovraindebitamento» si intende: “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonche’ la definitiva incapacita’ del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni” (art. 6 co. 2 L. 3/2012).

Come è noto, un tributo non è un’obbligazione “assunta” dal debitore (ancorché, ovviamente, il debito con l’erario possa in astratto influire sulla capacità del debitore di adempiere le proprie obbligazioni).

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Obbligo del creditore di valutare la solvibilità del debitore: la Corte di Giustizia sulla sanzione della decadenza dagli interessi convenzionali prevista nell’ordinamento francese

Anno I, Numero III, ottobre/dicembre 2014

di TOMMASO DALLA MASSARA, Ordinario nell’Università di Verona

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Con decisione 27 marzo 2014 causa C-565/12, Pres. L. Bay Larsen; Rel. K. Jürimäe, LCL Le Crédit Lyonnais SA, la Corte di Lussemburgo statuisce che l’art. 23 della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, deve essere interpretato in senso tale da costituire argine rispetto all’applicazione di un regime nazionale di sanzioni secondo cui, in caso di violazione da parte del creditore dell’obbligo precontrattuale di valutare la solvibilità del debitore consultando una banca dati pertinente, il creditore, pur decadendo dal diritto agli interessi convenzionali, benefici però degli interessi al tasso legale; più precisamente, si tratterebbe di interessi esigibili a decorrere dalla decisione di condanna del debitore e, inoltre, di interessi che sarebbero maggiorati di cinque punti se, alla scadenza del termine di due mesi dalla condanna, il debitore non avesse pagato.

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Tutela del sovraindebitamento incolpevole (L. 3/2012) o sanzione per omessa verifica del merito creditizio (art. 124 TUB)? Il “piano del consumatore” in funzione punitiva

Anno I, numero II, luglio/settembre 2014

di LARA MODICA, Professore associato nell’Università di Palermo

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Dopo il provvedimento apripista del giudice pistoiese (cfr. PELLECCHIA, Composizione delle crisi da sovraindebitamento: il “piano del consumatore” al vaglio della giurisprudenza, in Dir. civ. cont. 3 giugno 2014), le omologazioni del “piano del consumatore” sovraindebitato cominciano a moltiplicarsi: ancora il Trib Pistoia 8 gennaio 2014 e poi Trib. Ascoli Piceno 4 aprile 2014Trib. Catania 24 giugno 2014 e Trib Catania 17 giugno 2014 concedono i “benefici” di cui agli artt. 7 ss. della legge 3/2012 a famiglie finanziariamente vulnerabili, sulla scorta del comune presupposto della non colpevolezza del default.

Al di là delle differenti vicende da cui scaturiscono, le decisioni citate confermano tutte, più o meno marcatamente, l’impressione a caldo che avevamo tratto già all’indomani della tormentata approvazione della l. n. 3, e cioè che il congegno esdebitatorio di nuovo conio fosse destinato inevitabilmente a caricarsi di un ruolo di supplenza della scarna ed inefficace disciplina in materia di prevenzione del sovraindebitamento, sub specie di doveri informativi e verifica del merito creditizio (artt. 124 ss. t.u.b.), offrendosi quale sede elettiva per reagire ex post alla condotta scorretta o anche solo disinvolta dei finanziatori professionali.

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Composizione delle crisi da sovraindebitamento: il “piano del consumatore” al vaglio della giurisprudenza

Anno I, numero I, aprile/giugno 2014

di ENZA PELLECCHIA, Professore associato nell’Università di Pisa 

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I provvedimenti Trib Pistoia 27 dicembre 2013   e Trib. Pistoia 28 febbraio 2014 sono i primi emessi in applicazione della legge n. 3 del 2012 sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento: offrono uno spaccato della realtà con riguardo alle cause del sovraindebitamento; consentono di vagliare la declinazione in concreto di alcuni dei criteri cui è subordinata l’applicazione della nuova normativa relativamente alla procedura denominata “piano del consumatore”; rendono evidente la necessità di un coordinamento con la disciplina dei contratti di credito dei consumatori.

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