Archivi categoria: DIRITTI DELLA PERSONALITA’

L’installazione di un impianto di videosorveglianza all’interno di un esercizio commerciale costituisce “trattamento di dati personali”

Cass. 2 settembre 2015 n. 17440, Rel. Petitti, decidendo un ricorso avverso una sentenza del Tribunale di Palmi impugnata dall’Autorità garante per la privacy, ritiene che “L’installazione di un impianto di videosorveglianza all’interno di un esercizio commerciale, allo scopo di sorvegliare l’accesso degli avventori, costituisce “trattamento di dati personali” agli effetti del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e deve perciò formare oggetto di informativa rivolta ai soggetti che facciano ingresso nel locale.”

La diffusione dell’immagine per finalità informative televisive è comunque soggetta a limiti e condizioni

Per Cass. 22 luglio 2015 n. 15360, Rel. Mercolino, “la legittimità della diffusione per finalità informative televisive dell’immagine di una persona presuppone non solo un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti ma anche la specifica riferibilità dell’informazione all’attività svolta dalla persona nel contesto della problematica di carattere generale trattata e, quindi, sull’effettiva necessità della rivelazione della sua identità ai fini della completezza della notizia”.

Le Sezioni Unite ribadiscono la non risarcibilità del danno tanatologico

Con la sentenza n. 15350 del 22 luglio 2015, Rel. Salmé, le SS.UU. dirimono il contrasto sorto in giurisprudenza (in particolare tra Cass. 1361/2014 ed il precedente costante orientamento) e ritengono la non risarcibilità iure hereditatis del danno dal perdita del bene vita, immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da un fatto illecito. Al contrario, ribadiscono la risarcibilità del danno da lesione del bene vita in capo al defunto, con conseguente trasmissibilità mortis causa dell’obbligazione risarcitoria agli eredi, qualora la morte segua dopo un apprezzabile lasso di tempo (sebbene parte della giurisprudenza si riferisca ad un danno biologico terminale, mentre altra ad un danno catastrofale). Continua a leggere

Per la rettificazione anagrafica del sesso l’intervento chirurgico non è più necessario

Anno II, Numero III, luglio/settembre 2015

di FRANCESCA BARTOLINI, Università di Genova

Bartolini

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La Cassazione, con la sentenza n. 15138 depositata il 20 luglio 2015, Rel. Acierno chiude la questione relativa all’interpretazione dell’art. 3 della l. n. 164/1982 e lo fa con una decisione che, per chiarezza e completezza della motivazione, può far ritenere largamente superate le questioni di costituzionalità che, pure, erano state sollevate dalla giurisprudenza di merito (Trib. Trento, ord. 20 agosto 2014).

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Il terzo non può riprodurre senza il consenso del suo autore l’immagine da questi pubblicata nel suo profilo Facebook

Trib. Roma 1 giugno 2015, Rel Basile affronta il delicato problema della riproduzione abusiva di immagini fotografiche, condivise sul proprio profilo Facebook dal suo autore e pubblicate senza il suo consenso da testata giornalistica a diffusione nazionale. Continua a leggere

Identità di genere: per cambiare l’intervento chirurgico non è (più) necessario (secondo il Tribunale di Genova)

Anno II, Numero II, aprile/giugno 2015

di FRANCESCA BARTOLINI, Università di Genova

Bartolini

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La strada battuta dal Tribunale di Messina (Trib. Messina, 4 novembre 2014 in Dir. civ. cont. 7 marzo 2015) trova un’ulteriore conferma nella decisione del Tribunale di Genova, 5 marzo 2015, che ha autorizzato la rettifica dell’attribuzione del sesso M2F (male to female), sul solo presupposto della modifica dei caratteri sessuali secondari (segni caratteristici del sesso maschile o femminile come distribuzione della massa muscolare, timbro della voce etc.), senza quindi richiedere l’intervento chirurgico di ablazione dei caratteri sessuali primari (quelli riproduttivi).

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Conformità con il diritto europeo e con il divieto di discriminazione fondato sull’orientamento sessuale (art. 21 CDFUE) della previsione normativa di una “controindicazione permanente” alla donazione di sangue nel caso di un uomo che abbia avuto rapporti sessuali con un altro uomo

Corte di Giustizia UE 29 aprile 2015 C‑528:13, Léger stabilisce che il punto 2.1 dell’allegato III della direttiva 2004/33/CE della Commissione, del 22 marzo 2004, che applica la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni requisiti tecnici del sangue e degli emocomponenti, deve essere interpretato nel senso che il criterio di esclusione permanente dalla donazione di sangue di cui a tale disposizione e relativo al comportamento sessuale ricomprende l’ipotesi in cui uno Stato membro, considerata la situazione in esso esistente, preveda una controindicazione permanente alla donazione di sangue per gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso, laddove sia dimostrato, sulla base delle conoscenze e dei dati medici, scientifici ed epidemiologici attuali, che un simile comportamento sessuale espone dette persone ad un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili col sangue e che, nel rispetto del principio di proporzionalità, non esistono tecniche efficaci di individuazione di queste malattie infettive o, in difetto di tali tecniche, metodi meno restrittivi rispetto ad una siffatta controindicazione per garantire un livello elevato di protezione della salute dei riceventi. Spetta al giudice nazionale verificare se, nello Stato membro di cui trattasi, tali condizioni siano rispettate.

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Diritto all’identità sessuale: anche il Tribunale di Genova dispone la rettifica dell’attribuzione di sesso senza intervento chirurgico

Sulla scia di altre decisioni di merito, in particolare di Trib. Messina 4 novembre 2014, in Dir. civ. cont. 7 marzo 2015., il Tribunale di Genova con sentenza 5 marzo 2015 autorizza la rettifica dell’attribuzione del sesso da maschile a femminile, ritenendo non necessario un intervento chirurgico, e ordina all’ufficiale di stato civile la rettifica dei dati anagrafici.

Identità sessuale e transessualismo. Il Tribunale di Messina ammette la rettificazione di attribuzione del sesso in assenza di intervento chirurgico

Per Trib. Messina, I Sez. Civ., 4 novembre 2014, Pres. Est. Bonazinga C., la rettificazione dell’attribuzione del sesso può aver luogo anche in assenza di intervento medico-chirurgico, quando la persona interessata abbia già adeguato, a mezzo cura ormonale, il fenotipo al “sesso mentale”, così raggiungendo stabilità e benessere psico-fisici. In tal caso, anzi, l’operazione demolitorio-ricostruttiva degli organi sessuali primari sarebbe “inopportuna” e “rischiosa” (cfr. la nota alla presente di Winkler, Rettificazione anagrafica di sesso e assenza di intervento chirurgico: a Messina si può, in www.quotidianogiuridico.it, 3 marzo 2015).

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Diritto dell’adottato nato da parto anonimo di conoscere l’identità materna dopo Corte Costituzionale 278/2013: la Corte di appello di Catania dispone la verifica della persistenza della volontà della madre di non volere essere nominata

Dopo la sentenza della Corte EDU Godelli del 25 settembre 2012 e della Corte costituzionale 18 novembre 2013 n. 278, Rel. Grossi, che, con sentenza additiva, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 28 L. 184/1983, nella parte in cui vieta il divieto di accesso alle informazioni sulle origini dell’adottato – “senza avere previamente verificato la persistenza della volontà di non volere essere nominata da parte della madre biologica” -, App. Catania decr. 5 dicembre 2014, Rel. Russo ha per la prima volta ritenuto sussistente il diritto dell’adottato, nato da parto anonimo, a conoscere le proprie origini, se non risulti persistente la volontà della madre di mantenere il segreto.

La Corte di appello, accoglie il reclamo avverso il Tribunale per i minorenni di Catania e dispone l’interpello della madre, ottenuto il consenso della quale, si potrà “rivelarne l’identità alla figlia”.

In senso contrario ora Corte d’Appello Milano, decreto 10 marzo 2015, Rel. Lo Cascio