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Contratto estimatorio e integrazione del regolamento negoziale

Anno III, Numero I, gennaio/marzo 2016

di ROBERTO CALVO, Professore ordinario nell’Università della Valle d’Aosta 

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Nella sentenza qui commentata (Cass., 21 dicembre 2015, n. 25606), la S.C. affronta il tema riguardante la validità del contratto estimatorio privo di termine finale e di stima delle merci consegnate all’affidatario. Nel caso di specie il commerciante Tizio ha consegnato al gioielliere Caio una certa quantità di preziosi destinati alla vendita al consumatore finale. Decorso un certo periodo, Tizio notifica a Caio il decreto monitorio avente per l’oggetto il pagamento dell’equivalente in danaro, posto che questi non ha né corrisposto il prezzo, né restituito i beni.

Il Tribunale accolse l’opposizione proposta dall’intimato, in quanto non fu fissato dalle parti il termine per la (eventuale) restituzione. La magistratura d’appello riformò tale decisione con un provvedimento che è stato confermato dalla giurisdizione di legittimità. Per completare il quadro si consideri con attenzione che a parere della Corte di merito, il prezzo può essere determinato unilateralmente dal tradens, di modo che l’elemento originariamente mancante sarebbe integrabile successivamente ex uno latere.

Nel ricorso di legittimità il gioielliere lamenta l’errore in cui cadde il secondo giudice, là dove argomentò che il contratto estimatorio fosse valido ancorché privo: a) del termine finale per la restituzione o il pagamento del prezzo; b) della determinazione del valore dei beni dedotti nel rapporto obbligatorio. Queste censure sono state rigettate dalla sentenza della S.C., che ha così confermato il dictum impugnato. Continua a leggere