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Rimessa alle Sezioni Unite la questione della qualificazione del contratto di «Handling»

Con l’ordinanza n. 3361 del 22.2.2016, Rel. Rossetti, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per un’eventuale assegnazione al Supremo Consesso con riferimento alla questione circa la possibilità di considerare l’impresa esercente il servizio di “Handling” aeroportuale come ausiliare del vettore aereo (con conseguente applicabilità alla stessa della disciplina sulla responsabilità prevista dalla Convenzione di Montreal).

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Sulla responsabilità del vettore «Poste Italiane» per deterioramento di merce deperibile in caso di ritardo nella consegna

Trib. Catanzaro 6 gennaio 2016 risolve in modo convincente una questione interessante: e cioè se il vettore debba rispondere del danno subito da beni deperibili, consegnati al destinatario in cattivo stato di conservazione a causa del ritardo nel trasporto.

La questione si pone in quanto le condizioni generali del contratto prevedono che Poste italiane non risponda ove il danneggiato abbia spedito merci deperibili. Per il Tribunale di Catanzaro non sussiste alcuna responsabilità di Poste italiane (in primo grado il Gdp aveva invece condannato il vettore al risarcimento del danno).

Se la soluzione è condivisibile, meno convincente appare uno degli argomenti posto a sostegno della decisione. Il Tribunale calabrese infatti dopo aver correttamente riferito in merito alla circostanza che le condizioni generali di contratto vietano la spedizione di merce deperibile, aggiunge che, a ben vedere, mancherebbe anche l’accordo contrattuale poiché, in ragione del divieto posto dalla clausola di esonero, mancherebbe anche il consenso di una delle parti su una spedizione di un bene che non poteva essere oggetto del contratto. Sicché, il contratto di trasporto non si sarebbe neppure concluso.

La sensazione è che in tal modo si sovrappongano due piani, quello del rapporto e quello dell’atto. In quanto atto di autonomia privata, il contratto deve infatti ritenersi concluso, mentre sul piano del rapporto deve dirsi che, in ragione del patto di delimitazione dell’oggetto e di esonero della responsabilità, il vettore non può essere ritenuto responsabile per il deterioramento di un bene che non poteva essere oggetto del contratto.