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Per il Tribunale di Pordenone ai fini del tasso soglia usurario gli interessi moratori possono sommarsi agli interessi convenzionali

Questa Rivista ha già pubblicato alcune decisioni in tema di interessi moratori, anche dell’Arbitro Bancario finanziario, con il commento di R. Carrano, Se gli interessi moratori sono usurari la “clausola penale” che li prevede è nulla e sono dovuti gli interessi corrispettivi ex art. 1224 c.c.

La questione relativa alla computabilità degli interessi moratori, in quanto interessi comunque “convenuti” al pari di quelli corrispettivi, rimane comunque controversa e si arricchisce ora di nuove decisioni di merito favorevoli all’applicazione della nullità ex art. 1815 c.c. (“se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”) alla “clausola” che, sommando interessi corrispettivi e moratori, superi il tasso soglia.

Gli interessi cui si riferisce l’art. 1815 c.c. non sarebbero dunque soltanto quelli corrispettivi.

Di recente, infatti, Trib Pordenone 7 agosto 2014 ha ritenuto che ai fini della verifica del superamento del tasso soglia debbano sommarsi gli interessi convenzionali e gli interessi moratori.

La decisione si colloca sulla scia di quanto già affermato da Trib. Padova 13 maggio 2014 e, seppur con sfumature diverse, da Trib Parma 24 luglio 2014 (qui, in realtà, gli interessi moratori vengono sì computati, ma in quanto nel contratto sono previsti in aggiunta e non in sostituzione di quelli convenzionali)

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Se gli interessi moratori sono usurari la “clausola penale” che li prevede è nulla e sono dovuti gli interessi corrispettivi ex art. 1224 c.c.

Anno I, Numero II, luglio/settembre 2014

 di ROSARIO CARRANO

Il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario con decisione del 24 giugno 2014, n. 3955, est. Gambaro ha affermato che in tema di interessi moratori usurari non vi sono ostacoli all’applicazione della norma dispositiva di cui all’art. 1224, comma 1, c.c., con la conseguenza di ritenere comunque dovuti gli interessi moratori “manifestamente eccessivi” ancorché nella ridotta misura, convenzionalmente fissata, di quelli corrispettivi.

Dunque, la clausola che prevede interessi moratori è da ritenersi una clausola penale, riducibile equitativamente ex art. 1384 c.c. (mentre non si applica l’art. 1815 c.c., come invece ritiene da ultimo Trib. Padova 13 maggio 2014); nei contratti con il consumatore, la clausola può ritenersi nulla in quanto abusiva e gli interessi moratori sono  “sostituiti” con gli interessi corrispettivi, in applicazione della norma dispositiva di cui all’art. 1224 c.c., i quali comunque costituiscono “un deterrente significativo rispetto alla pratica delle clausole abusive nei contratti con i consumatori”.

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