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L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulla responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza 4 maggio 2018 n. 5 estende il perimetro della responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, configurabile anche ove l’affidamento sia stato leso anteriormente alla scelta del contraente, e cioè prima dell’aggiudicazione. Ciò malgrado prima dell’aggiudicazione propedeutica alla stipula del contratto la parte non sia stata individuata, come vorrebbe la lettera dell’art. 1337 c.c. Secondo l’Adunanza Plenaria, la pubblica amministrazione è tenuta a comportarsi secondo buona fede anche prima dell’aggiudicazione, sia nella fase antecedente al bando, sia in quella successiva.

Le Sezioni Unite sull’art. 1669 c.c.

Cass. sez. un. 27 marzo 2017 n. 7756, componendo il relativo contrasto, hanno stabilito che l’art. 1669 c.c. è applicabile, ricorrendone tutte le altre condizioni, anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in genere, agli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti, che (rovinino o) presentino (evidente pericolo di rovina o) gravi difetti incidenti sul godimento e sulla normale utilizzazione del bene, secondo la destinazione propria di quest’ultimo.

Il contratto non è nullo per mancanza di concessione in capo all’appaltatore se quest’ultimo affida l’esecuzione della prestazione ad un terzo ausiliario munito della relativa concessione

Cass. 14 luglio 2016 n. 14355 aferma che in materia di appalto (di servizi di operazioni portuali), l’assenza – in capo all’appaltatore – della concessione necessaria al compimento di tali operazioni non comporta la nullità del contratto per violazione di norma imperativa, allorché la materiale esecuzione della prestazione sia stata affidata ad un terzo munito della concessione e lo stesso si configuri come ausiliario dell’appaltatore ex art. 1228 c.c.