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L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato sull’acquisizione sanante (con particolare riferimento al potere sostitutivo del commissario ad acta)

Dopo l’importante pronuncia della Corte costituzionale sulla legittimità della disposizione normativa relativa al provvedimento di acquisizione sanante, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (Cons. Stato Ad. plen. 9 febbraio 2016 n. 3, Est. Poli) interviene per precisare che la possibilità di emanazione del provvedimento ex art. 42-bis t.u. espropriazione, in sede di ottemperanza, non può essere predicata in astratto, ma postula una risposta articolata.

E così, se non esiste la possibilità, tranne che non si versi in una situazione processuale patologica, che il giudice condanni direttamente l’amministrazione in sede di cognizione a emanare il provvedimento in questione, è invece possibile che si imponga alla stessa di decidere se intraprendere la strada dell’acquisizione sanante ovvero di abbandonarla a favore delle soluzioni alternative. Fatte queste precisazioni, Il Consiglio di stato formula un articolato principio di diritto in merito alla possibilità e ai presupposti in presenza dei quali il Commissario ad acta può emanare il provvedimento ex art. 42-bis

 

Acquisizione sanante: l’indennizzo ex art. 42-bis è da fatto lecito e la giurisdizione è del giudice ordinario

Il Consiglio di Stato con sentenza 19 ottobre 2015, n. 4777, in linea con quanto stabilito dalla Corte costituzionale, ha ritenuto il ristoro di cui all’art. 42-bis T.U. Espropriazioni un indennizzo da fatto lecito, con conseguente giurisdizione in capo al giudice ordinario.

Come è noto, la recente sentenza della Consulta n. 71 del 2015 qualifica, in discontinuità con il passato, il nuovo istituto come una “sorta di procedimento espropriativo semplificato, che assorbe in sé sia la dichiarazione di pubblica utilità, sia il decreto di esproprio, e quindi sintetizza uno actu lo svolgimento dell’intero procedimento, in presenza dei presupposti indicati dalla norma”.

Di recente, la questione relativa alla giurisdizione in materia di indennizzo ex art. 42-bis è stata rimessa alle Sezioni Unite con ordinanza 15816/2015.

 

Il Consiglio di Stato sull’acquisizione sanante “temporanea”

Il Consiglio di stato con sentenza 21 settembre 2015 n. 4403 ritiene la permanenza del potere dell’Amministrazione – tenuta a restituire un fondo al privato, a seguito di giudicato di annullamento del provvedimento illegittimo e nomina del commissario ad acta – di disporre l’acquisizione sanante dell’area strumentale alla restituzione previa bonifica della stessa.

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Acquisizione sanante: rimessa alle Sezioni Unite la questione concernente la giurisdizione in materia di indennizzo (art. 42-bis d.p.r. 327/2001)

La Prima Sezione Civile della Corte, con ordinanza 28 luglio 2015 n. 15816 ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in relazione a due questioni di massima di particolare importanza concernenti, in primo luogo, la giurisdizione del giudice ordinario o amministrativo in materia di azione del privato volta a contestare l’indennizzo determinato dalla P.A. nei casi previsti dall’art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001
e, secondariamente, ove si propenda per la giurisdizione dell’a.g.o., la competenza del tribunale o della corte d’appello in unico grado, quale giudice dell’analogo procedimento di opposizione alla stima.

L’acquisizione sanante ex art. 42-bis T.U. Espropriazioni è costituzionalmente legittima

Corte Cost., sentenza, 30 aprile 2015 n. 71, Rel. Zanon si pronuncia sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 42-bis del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità – Testo A), sollevata dalle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione e dal T.A.R. Lazio, con riferimento agli articoli 3, 24, 42, 97, 111 co. 1 e 2, 113 e 117 co. 1 della Costituzione.

L’art. 42-bis T.U. Espropriazioni è stato introdotto dall’art. 34 co. 1, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito con modificazioni nella Legge 15 luglio 2011 n. 111 art. 1 co. 1, a seguito della declaratoria di incostituzionalità per eccesso di delega (Corte Cost. sentenza 8 ottobre 2010 n. 293) del previgente art. 43. La norma, rubricata “Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico”, nella sua attuale formulazione prevede un particolare meccanismo di “espropriazione semplificata” a seguito di occupazione originariamente illegittima di un bene immobile privato da parte della P.A. Continua a leggere