Le Sezioni Unite sulla nullità relativa (ex art. 23 TUF e 117 TUB)

II requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, di cui all’art. 23 del TUF, è rispettato – affermano le Sezioni Unite della Cassione – ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario (stessa cosa vale per l’analoga prescrizione ex art. 117 TUB).

In altre parole, la previsione della nullità relativa nella disciplina di settore è posta a tutela immediata dell’interesse individuale del cliente e solo in via mediata a tutela di altri interessi anche supeindividuali. Conseguentemente, la norma di cui all’art. 23 TUF va letta con interpretazione funzionale, che tenga conto cioè della funzione di tutela dell’interesse particolare dell’investitore, unico soggetto legittimato a poter far valere la nullità. All’esito di tale interpretazione, la sottoscrizione dell’intermediario risulta requisito formale non utile ed eccedente lo scopo e la ratio della previsione formale, mentre una diversa lettura (non funzionale) renderebbe “sproporzionata” la stessa previsione della nullità per difetto di forma.

L’intervento delle Sezioni Unite era stato sollecitato da un’ordinanza di remissione in ragione dell’importanza della questione e non invece di un contrasto, poiché la pressoché unanime giurisprudenza di sezione (e la dottrina prevalente) si era espressa nel senso della necessità della sottoscrizione dell’intermediario ai fini della validità del contratto-quadro. Per la diversa tesi ora accolta dalle sezioni unite, cfr. L. MODICA, Formalismo negoziale e nullità, in AA.VV., Le invalidità nel diritto privato, a cura di A. BELLAVISTA e A. PLAIA, Milano, 2011, 480. Più in generale, sull’interpretazione assiologicamente orientata della nullità per vizio di forma nel contratto di locazione abitativa cfr. L. MODICA, Cass. Sezioni Unite 18214/2015: i giudici di legittimità sulla «interpretazione assiologicamente orientata» delle nullità per vizio di forma, in Dir. civ. cont., 28 dicembre 2015