Rimessa alle Sezioni Unite la questione della determinazione degli interessi usurari (ai contratti di mutuo pendenti alla data di entrata in vigore della l. 108/1996)

Con ordinanza 31 gennaio 2017 n. 2484 la Prima Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite Civili in relazione al contrasto sorto in ordine alla applicabilità dei criteri fissati dalla l. n. 108 del 1996 per la determinazione degli interessi usurari ai contratti di mutuo ancora pendenti alla data di entrata in vigore della menzionata legge, anche in considerazione degli effetti della norma di interpretazione autentica di cui all’art. 1, comma 1, del d.l. n. 394 del 2000 (conv., con modif., nella l. n. 24 del 2001).

Come è noto l’art. 1815 c.c. (così come modificato con la l. 108/1996) prevede al secondo comma che: “Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Due sostanzialmente gli orientamenti sin qui sostenuti dalla giurisprudenza di legittimità: il primo ritiene che il contratto di mutuo stipulato prima della modifica dell’art. 1815 c.c. rimanga pienamente valido, non applicandosi la disciplina introdotta con la l. 108/1996 (Cass. 29 gennaio 2016 n. 801); il secondo invece ritiene che il contratto di mutuo con clausola usuraria, ancorché inizialmente valido, debba considerarsi parzialmente inefficace ex nunc a partire dall’entrata in vigore della nuova disciplina (Cass. 17 agosto 2016 n. 17150).