Sul diritto alla mobilità veicolare: Il TAR Sicilia sospende i provvedimenti istitutivi della ZTL nel comune di Palermo

Il TAR Sicilia con ordinanza 6 aprile 2016 ha sospeso l’efficacia della delibera del Consiglio Comunale di Palermo e della Giunta comunale di Palermo istitutiva della ZTL.

Il TAR, pur nella consapevolezza del carattere non assoluto del diritto alla mobilità veicolare con mezzo privato (se posto in legittima e coerente comparazione con interessi e valori antagonisti), ha ritenuto assistiti da sufficiente fondatezza i seguenti profili di censura dedotti in ricorso:

– l’illogicità della scelta di introdurre contestualmente le due ZTL 1 e 2, laddove nel Piano generale del traffico era prevista l’implementazione progressiva di tali zone (in particolare, quanto alla ZTL2, se ne subordinava la sua attivazione al “consolidamento dell’assetto del sistema di trasporto pubblico urbano”);

– la mancata dimostrazione della effettiva necessità di introdurre un sistema di tariffazione per il raggiungimento degli obiettivi del Piano del traffico (come richiesto dalle direttive ministeriali che regolano la materia), potendosi curare le esigenze di controllo della circolazione e di tutela ambientale, in tesi, con misure limitative della circolazione prive di carattere oneroso;

– l’insussistenza – nonostante affermazioni meramente programmatiche di segno contrario, genericamente riportate e non adeguatamente comprovate – di concrete misure di potenziamento del trasporto pubblico, tali da compensare il prevedibile aumento del fabbisogno di ricorso a mezzi alternativi di spostamento;

Ancora, si è ritenuto con l’ordinanza che:

1) le concrete modalità di atteggiarsi dell’imposizione tariffaria e l’ampio perimetro di delimitazione dell’area individuata costituiscono un serio indizio della natura di sostanziale imposizione fiscale di tale tariffa;

2) la tariffa per l’accesso a una ZTL può costituire solo uno strumento (ulteriormente) disincentivante del traffico veicolare (evidentemente in presenza di plausibili alternative praticabili dall’utenza);

In sostanza, per il TAR Sicilia i provvedimenti impugnati appaiono contraddittori ed illogici, nella parte in cui, pur giustificando l’esercizio del potere con finalità di tutela ambientale, privilegiano tuttavia il disincentivo di natura economica e la corrispondente entrata per l’ente, rispetto a forme di limitazione più efficaci sotto il profilo del contenimento delle emissioni, e prive di onere economico per i cittadini.