Danno patrimoniale da responsabilità medica e stato patologico preesistente

Cass. 29 febbraio 2016 n .3893, Est. Scarano, cassa con rinvio la sentenza della Corte di appello di Genova del 29 marzo 2012 che aveva rideterminato, in diminuzione, la somma liquidata dal giudice di prime cure, a titolo di danno patrimoniale subito dal minore in conseguenza del danno neurologico da grave asfissia e permanente invalidità totale, a quest’ultimo cagionata dalla negligente condotta del medico nella gestione del travaglio e nel corso delle operazioni di parto. Secondo la Corte di appello infatti “l’invalidità grave attribuita al personale operante è cagione solo per metà dell’impotenza reddituale del danneggiato”.

In sostanza, la Corte di appello avrebbe ravvisato un “concorso di cause” tra la sindrome di down, “concausa” preesistente e non ascrivibile ad alcuna condotta umana, e la condotta negligente del medico: conseguentemente, ha ritenuto di “scorporare dal 100% di invalidità permanente (…) quella porzione imputabile solo alla concausa naturale della sindrome di down”.

Secondo la Cassazione non è possibile comparare, in punto di efficienza causale, un fatto naturale (sindrome di down) con una condotta umana negligente: anziché su quello dell’accertamento in via equitativa della frazione di nesso di causalità ad esso ascrivibile (c.d. criterio equitativo proporzionale del nesso di causalità), lo stato patologico pregresso può assumere rilievo sul piano della delimitazione del danno risarcibile.