Rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa alla possibilità che l’eccezione di prescrizione sollevata dall’assicuratore estingua anche il credito vantato dal danneggiato verso l’assicurato

Con ordinanza 25967 del 23 dicembre 2015, la Terza Sezione Civile – sul presupposto dell’esistenza di un contrasto di giurisprudenza sul punto – ha rimesso al Primo Presidente della Corte, ai fini dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione relativa alla possibilità che l’eccezione di prescrizione sollevata dall’assicuratore della responsabilità civile estingua anche il credito vantato dal danneggiato verso l’assicurato.

Secondo un primo orientamento, condiviso anche dalle Sezioni Unite nel 1981 (24 luglio 1981 n. 4779), l’assicuratore è terzo rispetto alla pretesa risarcitoria sicché ex art. 2939 c.c. l’eccezione non estingue il credito vantato dal danneggiato verso l’assicurato, ma ha effetto solo nel rapporto tra debitore e assicuratore. Quando l’eccezione è stata sollevata dall’impresa in l.c.a. la medesima tesi è stata sostenuta non con riferimento all’art. 2939 c.c., ma in base all’assunto che l’impresa in l.c.a. è un condebitore solidale, sicché l’eccezione di prescrizione non giova agli altri condebitori solidali ex art. 1310 c.c. (inclusa l’impresa designata).

Secondo un altro e più recente orientamento, ritenuto preferibile nell’ordinanza di rimessione, inaugurato con sentenza della Cassazione 22 marzo 2007 n. 6934 e proseguito con sentenza 9 giugno 2014 n. 12911, l’eccezione sollevata dall’assicuratore giova anche all’assicurato ed estingue il credito nei confronti di tutti i corresponsabili. In sostanza, l’eccezione sollevata da un condebitore solidale giova anche agli altri, se dalla sopravvivenza del rapporto obbligatorio in capo ad altro condebitore possano derivare conseguenze pregiudizievoli all’eccipiente (come nel caso dell’assicuratore per r.c.a. coobligato solidale con il responsabile del sinistro).