Concessa la protezione umanitaria ad un cittadino turco di etnia curda

Con una sentenza di notevole interesse, la Corte di appello di Bari in data 19 novembre 2015 ha ritenuto non sussistenti i presupposti per la concessione dello status di rifugiato ad un cittadino turco di etnia curda militante di un partito di opposizione (HDP).

Le recenti elezioni politiche, infatti, rendono verosimile “che le forme più estreme di persecuzione dell’etnia curda siano almeno temporaneamente abbandonate”, afferma la Corte. Ciò esclude la possibilità di concedere lo status di rifugiato e, d’altro canto, non sussistendo un conflitto armato interno, non può riconoscersi neanche la protezione sussidiaria.

Tuttavia, al contrario di quanto ritenuto dalla commissione territoriale e dal giudice di primo grado, anche in un periodo di relativa tranquillità cui sembra andare incontro la Turchia, è verosimile che il clima nel Paese non consenta ad un cittadino di etnia curda politicamente impegnato il pieno esercizio dei diritti fondamentali.

Il 28 novembre 2015 viene ucciso durante una conferenza stampa il presidente dell’associazione degli avvocati di Diyarbakir, nel sud-est a maggioranza curda della Turchia.