Per le Sezioni Unite la deducibilità dell’inefficacia del contratto concluso dal “falsus procurator” costituisce mera difesa

Ribaltando un orientamento uniforme e consolidato nel tempo, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza 3 giugno 2015 n. 11377, Rel Giusti, hanno statuito che in caso di contratto concluso da falsus procurator, la deducibilità nel giudizio costituisce una mera difesa, poiché la sussistenza del potere rappresentativo in capo a colui che ha speso il nome altrui integra un elemento costitutivo della pretesa fatta valere dal terzo contraente, sicché non è soggetta alle preclusioni di cui agli artt. 167 e 345 cod. proc. civ., può essere dedotta dalla parte interessata e, ove il difetto risulti dagli atti, può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

In argomento cfr. almeno PAGLIANTINI, Nuovi profili del diritto dei contratti, Torino, 2014, 63; F. RUSSO La rilevabilità d’ufficio delle nullità nel sistema delle eccezioni secondo le Sezioni Unite (note in margine a Cass. sez. un. 26242 e 26243 del 12 dicembre 2014), in Dir. civ. cont., 15 marzo 2015; nonchè F. RUSSO, Il regime processuale delle eccezioni di difetto di legittimazione attiva e passiva e di difetto di titolarità del rapporto. A proposito del l’ordinanza di rimessione alle sezioni unite 13 febbraio 2015 n. 2977, in Dir. civ. cont., 25 maggio 2015