Provvedimento di sospensione dalla carica di sindaco: la giurisdizione è del giudice ordinario poiché si incide sul diritto soggettivo di elettorato passivo

Con ordinanza 28 maggio 2015 n. 11131, Est. Petitti, le sezioni unite della Corte di Cassazione, in sede di regolamento di giurisdizione, hanno statuito che: “appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia promossa avverso il provvedimento di sospensione dalla carica di sindaco (ex art. 11, co. 1, lett. a), d.lgs. n. 235/2012, cd. legge Severino), trattandosi di atto vincolato e non discrezionale, incidente – ancorché a tempo determinato – sul diritto soggettivo di elettorato passivo della persona investita della suddetta funzione pubblica, il quale (diritto) non si esaurisce con la partecipazione alle elezioni ma si estende anche all’espletamento delle funzioni per le quali si è eletti.

Di recente, con ordinanza del 27 gennaio 2015 Est. Scalera, la Corte d’Appello di Bari ha dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate in relazione ad alcune disposizione del D. lgs. 235/2012 (c.d. Legge Severino).

In particolare, la Corte barese sospetta l’illegittimità della disposizione normativa che prevede la sospensione di diritto “per incandidabilità” del consigliere regionale in caso di condanna non definitiva (art. 8). Conseguentemente, la Corte sospende il giudizio, nonché il provvedimento di sospensione del consigliere regionale condannato.