La locazione di immobile abusivo è nulla per illiceità della causa

Trib. Taranto, Sez. II, sentenza, 27 gennaio 2015 si pronuncia sulla domanda di risarcimento danni proposta dalla parte venditrice di un contratto di compravendita, avente ad oggetto immobile abusivo, già dichiarato risolto per inadempimento del compratore. Specificatamente, gli attori avevano tra l’altro domandato la riparazione dei danni sofferti con riferimento “al reddito che si sarebbe ricavato per il valore locativo della casa durante la detenzione del compratore”.

L’istruttoria dibattimentale aveva dimostrato che l’immobile compravenduto fosse abusivo perché realizzato senza licenza e/o concessione edilizia nonché privo della licenza di abitabilità.

Dunque, a parere del giudice pugliese, “se l’immobile fosse rimasto nella disponibilità dell’attore, e questi lo avesse concesso in godimento a terzi, i frutti civili derivanti dal predetto atto giuridico si configurerebbero come profitto del reato di costruzione in assenza della necessaria licenza e/o concessione edilizia”, configurandosi la fattispecie di cui all’art. 240 c.p. (sulla nullità sostanziale della vendita di immobile abusivo, cfr. Cass. 5 dicembre 2014 n. 25811).

Sostiene ancora il giudice tarantino che il contratto in questione avrebbe causa illecita e conseguentemente sarebbe nullo ex art. 1418 c.c., “in quanto diretto ad assicurare il profitto del reato mediante l’utilizzazione della cosa madre, costituente reato, per la produzione di frutti civili”.

Conseguentemente, non può trovare alcuna soddisfazione la pretesa risarcitoria avanzata dagli attori.