Il legittimario può agire, prima della morte del disponente, per l’accertamento giudiziale della simulazione dell’atto che dissimuli una donazione

Con la sentenza del 21.5.2014, Est. Cabitza, il Tribunale di Cagliari si è pronunciato in tema di legittimazione attiva riguarda all’azione di simulazione dei legittimari che lamentino una lesione ai propri diritti derivante da atti – nella specie un contratto atipico oneroso dissimulante una donazione – compiuti dal de cuius prima della morte.

Tizio trasferisce in capo ad uno solo dei figli la nuda proprietà di un immobile, a fronte dell’obbligo di mantenerlo sino alla morte. L’altro figlio dopo avere invitato, invano, il padre a revocare il trasferimento adducendo una lesione della propria (futura) posizione di legittimario, agisce in giudizio al fine di vedere accertata e dichiarata la simulazione dello stesso, in quanto concluso al fine di dissimulare una donazione.

Il giudice dichiara la sussistenza della legittimazione ad agire.

Quanto al caso di specie, il giudice ricorda che “i figli non vantano alcun diritto attuale sul patrimonio dei propri genitori, i quali, conformemente ai principi generali sull’autonomia privata, finché in vita sono liberi di disporre dei propri beni come ritengano più opportuno, con atti inter vivos e a causa di morte”. Prosegue affermando che coloro i quali paventino una lesione alla propria quota di legittima potranno esperire tutti i rimedi loro attribuiti dall’ordinamento soltanto dopo l’apertura della successione del disponente “non potendo vantare antecedentemente alla morte del loro autore alcun diritto attuale sui beni dello stesso”.

Il principio trovava applicazione anche con riferimento alla legittimazione relativa all’azione di accertamento della simulazione di contratti potenzialmente lesivi dei diritto di quei soggetti che, a seguito della morte di uno dei contraenti e all’apertura della successione, avrebbero acquistato la qualifica di legittimari. A lungo l’orientamento dominante in seno alla giurisprudenza di legittimità era nel senso di negare in radice la possibilità di agire in tal senso, precisando che ai sensi dell’art. 1415, co. 2 i terzi possono fare valere la simulazione nei confronti delle parti solo qualora questa pregiudichi, in modo concreto e attuale, i loro diritti, condizione questa che, per le ragioni già esposte, non risulta integrata nel caso di specie, atteso che, come già detto, i figli non vantano diritti sul patrimonio del genitore prima della morte di quest’ultimo.

Oggi tuttavia si deve dar conto della modifica introdotta all’art. 563 del cod. civ. dalla L. 80/2005 che vi ha aggiunto un quarto comma, in virtù del quale il coniuge o i parenti in linea retta del donante possono ottenere la sospensione del termine ventennale che determina la stabilizzazione dell’acquisto in capo al donatario e ai terzi ai quali il bene sia stato eventualmente trasferito – ai sensi del primo comma – attraverso la notificazione e la trascrizione , nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa, di un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione.

A parere del Tribunale “benché coniuge e parenti in linea retta del disponente non vantino alcun diritto attuale sui beni di quest’ultimo ove lo stesso sia ancora in vita, nondimeno è innegabile che il quarto comma dell’art. 563 attribuisca agli stessi una specifica facoltà strumentale ad assicurare piena e concreta tutela, in via anticipata e cautelare, ai diritti di cui i legittimari diventeranno titolari al momento dell’apertura della successione”.

Secondo la ricostruzione fatta dalla dottrina, atteso il testuale riferimento della disposizione alle sole donazioni, la trascrizione dell’atto stragiudiziale di opposizione non sarebbe ammissibile ove l’alienazione del bene sia avvenuta in forza di contratti formalmente diversi, sebbene dissimulanti una atto donativo. Ma fatta questa premessa, il giudice di Cagliari ritiene che proprio questa considerazione “consente di includere i futuri legittimari nella categoria di soggetti che, seppur terzi rispetto all’atto simulato, sono legittimati a far valere la simulazione …, qualora deducano, a fondamento della domanda, che l’atto simulato, dissimulando un atto di donazione, pregiudica in maniera attuale le loro ragioni, poiché impedisce loro di avvalersi del peculiare strumento di tutela introdotto dal legislatore con la novella del 2005”, e tale pregiudizio si realizza anche prima della morte del donante.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: BARALIS, Riflessioni sull’atto di opposizione alla donazione a seguito della modifica dell’art. 563 c.c., in Riv. Not., 2006, 277; BUSANI, L’atto di “opposizione” alla donazione (art. 563, comma 4, cod. civ.), in Riv. dir. civ., 2006, 13; CERVASI, Sull’azione di restituzione contro i terzi acquirenti da beneficiari di liberalità non donative, in Giur. it., 2011; CRISCUOLI, Prime riflessioni sulla riforma degli artt. 561 e 563 c.c., in Riv. not., 2005; DELLE MONACHE, Tutela dei legittimari e limiti nuovi all’opponibilità della riduzione nei confronti degli aventi causa dal donatario, in Riv. Not., 2006; IEVA, La novella degli artt. 561 e 563 c.c.: brevissime note sugli scenari teorico-applicativi, in Riv. Not., 2005; MARICONDA, L’inutile riforma degli arttl. 561 e 563 c.c., in Corr. giur., 2005; VITUCCI, Tutela dei legittimari e circolazione dei beni acquistati a titolo gratuito, in Riv. dir. civ., 2005, I, 571.