Acquisto da parte del debitore di un immobile con nuda proprietà a favore di un terzo: il Tribunale di Matera ritiene la revocabilità della donazione indiretta

La sentenza del Tribunale di Matera del 19 marzo 2015 n. 292, Giud. Viglione affronta la delicata questione dei presupposti per l’esercizio dell’azione revocatoria ordinaria qualora il debitore abbia stipulato contratto di compravendita immobiliare a favore di terzo.

Il caso concreto atteneva ad una coppia di coniugi, debitori di ingenti somme di denaro, che procedevano all’acquisto del diritto di nuda proprietà su un bene immobile, “deviando” però gli effetti ex art. 1411 c.c. a favore dei figli. Alcuni creditori adivano pertanto l’autorità giudiziaria affinché fosse dichiarata l’inefficacia dell’acquisto nei loro confronti, sostenendo che l’atto stipulato sottendesse causa donativa.

È noto che il contratto a favore di terzo debba qualificarsi come ordinario tipo contrattuale, munito di una clausola accessoria che ne fa deviare gli effetti a favore del terzo. Il giudice investito della causa si interroga pertanto sulla causa sottesa a tale clausola distrattiva dell’effetto reale, ritenendo che in simile fattispecie risultino integrati gli estremi della donazione indiretta. Questo passaggio logico-argomentativo è evidentemente preordinato alla verifica dei presupposti per l’esercizio dell’azione revocatoria, meno severi in caso di atti a titolo gratuito.

Accertati in concreto l’eventus damni e la scientia fraudis, il giudice dichiara l’inefficacia nei confronti dell’attore della stipulazione ex art. 1411 c.c. racchiusa nell’atto di compravendita stipulato dai debitori a favore dei propri figli.