Per il Consiglio di Stato il costo della procreazione medicalmente assistita eterologa deve gravare sul Servizio Sanitario come quello dell’omologa

Con ordinanza 9 aprile 2015 Est. Dell’Utri, il Consiglio di Stato, su ricorso proposto da un’associazione onlus contro la Regione Lombardia, riforma l’ordinanza cautelare del T.A.R. Lombardia di reiezione della domanda cautelare (concernente applicazione tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologo) e ritiene sussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’appello (ai fini della sollecita fissazione da parte del TAR dell’udienza pubblica di trattazione).

Secondo il Consiglio di Stato “allo stato sembra condivisibile la censura di disparità di trattamento sotto il profilo economico tra la PMA omologa e quella eterologa, stante l’incontestata assunzione a carico del s.s.r. lombardo – salvo il pagamento di ticket – della prima”, nonché tenuto conto che “non sono dirimenti le differenze tra PMA di tipo omologo ed eterologo” e che la legge n. 40 del 2004  concerne il genus PMA, di cui quella di tipo eterologo costituisce una species, è, all’evidenza, riferibile anche a questa (cfr. Corte cost. 10 giugno 2014 n. 162).

In sostanza, “il pregiudizio lamentato, il quale non può essere ragionevolmente limitato ad aspetti puramente patrimoniali in sé risarcibili, deve ritenersi dotato dei prescritti caratteri di gravità ed irreparabilità poiché l’esecuzione dei provvedimenti impugnati è suscettibile di produrre l’effetto della perdita, da parte di coloro che non sono in grado di sostenere l’onere economico ivi previsto, della possibilità di accedere alle tecniche in parola dovuta al superamento dell’età potenzialmente fertile durante il tempo occorrente per la definizione del giudizio nel merito”.

Accogliendo l’appello e l’istanza cautelare, il Consiglio di stato ordina la trasmissione dell’ordinanza al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito (ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm.)