La Cassazione esclude che il cambiamento di sesso di uno dei coniugi comporti la cessazione degli effetti civili del matrimonio

A seguito della sentenza “additiva di principio” della Corte costituzionale (in Dir. civ. cont. 28 agosto 2014, con nota di BARTOLINI, Cambiare sesso da sposati: la Consulta sul divorzio del transessuale) che aveva ritenuto l’incostitituzionalità della caducazione automatica degli effetti civili del matrimonio, in conseguenza della rettificazione del sesso di uno dei due coniugi, Cass. 21 aprile 2015 n. 8097, Rel Acierno, ritiene illegittima l’annotazione della cessazione degli effetti civili del matrimonio apposta a margine dell’atto di matrimonio e ne dispone la cancellazione.

Per un primo commento alla decisione cfr. RUGGERI, Il matrimonio “a tempo” del transessuale: una soluzione obbligata e… impossibile? (a prima lettura di Cass., I sez civ., n. 8097 del 2015), in Consulta online 28 aprile 2015 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: F. BARTOLINI, Il divorzio del transessuale, in I. QUEIROLO, A.M. BENEDETTI, L. CARPANETO (a cura di), Le nuove famiglie tra globalizzazione e identità statuali, Aracne, 2014, p. 111 ss. e, in una propspettiva ricca anche di risvolti comparatistici, S. PATTI, Il divorzio del transessuale in Europa, in Riv. crit. dir. priv., 2012, p. 163 ss.; M. GATTUSO, Matrimonio, identità e dignità personale: il caso del mutamento di sesso di uno dei coniugi in Il diritto di famiglia e delle persone, 2012, 3, 1076.