Conformità con il diritto europeo e con il divieto di discriminazione fondato sull’orientamento sessuale (art. 21 CDFUE) della previsione normativa di una “controindicazione permanente” alla donazione di sangue nel caso di un uomo che abbia avuto rapporti sessuali con un altro uomo

Corte di Giustizia UE 29 aprile 2015 C‑528:13, Léger stabilisce che il punto 2.1 dell’allegato III della direttiva 2004/33/CE della Commissione, del 22 marzo 2004, che applica la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni requisiti tecnici del sangue e degli emocomponenti, deve essere interpretato nel senso che il criterio di esclusione permanente dalla donazione di sangue di cui a tale disposizione e relativo al comportamento sessuale ricomprende l’ipotesi in cui uno Stato membro, considerata la situazione in esso esistente, preveda una controindicazione permanente alla donazione di sangue per gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso, laddove sia dimostrato, sulla base delle conoscenze e dei dati medici, scientifici ed epidemiologici attuali, che un simile comportamento sessuale espone dette persone ad un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili col sangue e che, nel rispetto del principio di proporzionalità, non esistono tecniche efficaci di individuazione di queste malattie infettive o, in difetto di tali tecniche, metodi meno restrittivi rispetto ad una siffatta controindicazione per garantire un livello elevato di protezione della salute dei riceventi. Spetta al giudice nazionale verificare se, nello Stato membro di cui trattasi, tali condizioni siano rispettate.

Il punto 2.1 dell’allegato in parola reca il titolo «Criteri di esclusione permanente di donazioni allogeniche». Tali criteri riguardano, in sostanza, le seguenti quattro categorie di persone: le persone portatrici di determinate malattie, tra cui l’«HIV‑1/2», o che presentino determinati sintomi patologici; quelle che abbiano assunto droghe per via intravenosa o intramuscolare; i riceventi di xenotrapianti e, infine, le «[p]ersone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili col sangue».

Il punto 2.2 di detto allegato, intitolato «Criteri di esclusione temporanea di donatori di unità allogeniche», include un punto 2.2.2, relativo all’esposizione al rischio di contrarre un’infezione trasmissibile per trasfusione. In tale punto 2.2.2, alla voce della tabella concernente le «[p]ersone il cui comportamento o attività sessuale le espone al rischio di contrarre malattie infettive trasmissibili col sangue» corrisponde la seguente indicazione: «[e]sclusione dopo cessazione del comportamento a rischio per un periodo determinato dalla malattia in questione e dalla disponibilità di adeguati esami di controllo».

In data 12 gennaio 2009, il Ministre de la Santé et des Sports (Ministro della Sanità e dello Sport) ha adottato il decreto che stabilisce i criteri di selezione dei donatori di sangue (JORF del 18 gennaio 2009, pag. 1067; in prosieguo: il «decreto del 12 gennaio 2009»), il quale nel proprio preambolo cita la direttiva 2004/33. L’articolo 1, punto V, di tale decreto stabilisce, al paragrafo 1, relativo alle caratteristiche cliniche del donatore, quanto segue: «Durante il colloquio precedente la donazione, spetta alla persona abilitata a effettuare la selezione dei donatori valutare la possibilità di una donazione, alla luce delle controindicazioni e della loro durata, dei loro precedenti e della loro evoluzione, mediante ulteriori domande oltre al questionario che precede la donazione. (…) La donazione viene rimandata in presenza di una delle controindicazioni indicate in una delle tabelle dell’allegato II del presente decreto. (…) (…)». L’allegato II del decreto in questione contiene le tabelle relative alle controindicazioni, nell’ambito delle quali la tabella B è dedicata ai rischi per il ricevente. La parte di tale tabella relativa al rischio connesso alla trasmissione di un’infezione virale stabilisce che,per quanto riguarda il rischio di esposizione del candidato alla donazione ad un agente infettivo trasmissibile per via sessuale, sussiste una controindicazione permanente alla donazione di sangue nel caso di un «uomo che abbia avuto rapporti sessuali con un altro uomo».

La Corte di Giustizia non manca di ricordare che l’ambito di applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE), relativamente all’operato degli Stati membri, è definito all’articolo 51, paragrafo 1, della medesima, ai sensi del quale le disposizioni della Carta si applicano agli Stati membri «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione».

Nel caso in esame, la normativa francese, che menziona espressamente la direttiva 2004/33 nel proprio preambolo, dà attuazione al diritto dell’Unione. Di conseguenza, tale normativa deve segnatamente rispettare, tra le disposizioni della Carta, l’articolo 21, paragrafo 1, di quest’ultima, a norma del quale è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sull’orientamento sessuale. Detto articolo 21, paragrafo 1, è un’espressione particolare del principio di parità di trattamento, che costituisce un principio generale del diritto dell’Unione, sancito dall’articolo 20 della Carta.