Erronea convinzione della paternità biologica e responsabilità omissiva del partner

Trib. Firenze 2 febbraio 2015 ritiene la responsabilità aquiliana di una donna che omette di informare il partner dell’esistenza di una relazione sessuale intrattenuta con un terzo soggetto al momento del concepimento (cfr. il commento di Paolo Pisani, in Questione Giustizia).

La decisione esibisce un momento di dubbia coerenza interna nel passaggio in cui, all’esito di una puntuale argomentazione fondante la responsabilità aquiliana (convinca o meno questa ricostruzione), ritiene poi la sussistenza di un “infrangimento del basilare principio di correttezza e buona fede che permea il nostro ordinamento”. Responsabilità aquiliana e buona fede sarebbero, in realtà, almeno nell’insegnamento mengoniano, due mondi separati.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: NIVARRA, Alcune precisazioni in tema di responsabilità contrattuale, in Europa dir. priv. 2014, 45; MAZZAMUTO, Le nuove frontiere della responsabilità contrattuale, in Europa dir. priv., 2014, 713; CASTRONOVO, Le due specie della responsabilità civile e il problema del concorso, in Europa dir. priv., 2004, 69.