Responsabilità medica e danno patrimoniale futuro: per il Tribunale di Milano si può risarcire con una rendita vitalizia ex art. 2057 c.c.

Con una decisione destinata ad entrare nei commentari giurisprudenziali, Trib. Milano 27 gennaio 2015, Giud. Flamini stabilisce che al paziente vittima di errore sanitario, da cui sia derivato un danno iatrogeno catastrofale (nel caso di specie, con invalidità permanente pari al 90%), compete anche il danno patrimoniale futuro, concernente le spese di assistenza necessarie per il resto della vita del danneggiato.

Questa voce di danno ha carattere permanente ma è oggettivamente impossibile stabilire la durata presumibile della vita del danneggiato. Ne consegue che il danno può essere riparato, ai sensi dell’art. 2057 c.c., mediante la costituzione di una rendita vitalizia (art. 1872 c.c.) che può essere quantificata guardando alle spese medie annue prevedibili, per l’assistenza del macroleso.

L’art. 2057 c.c. così recita: “Quando il danno alle persone ha carattere permanente la liquidazione può essere fatta dal giudice, tenuto conto delle condizioni delle parti e della natura del danno, sotto forma di una rendita vitalizia. In tal caso il giudice dispone le opportune cautele”.

Nel caso di specie, il giudice ha condannato il danneggiante al pagamento, in favore del danneggiato, a titolo di risarcimento del danno patrimoniale, di una rendita vitalizia dell’importo di euro 145.000,00 annui per tutta la durata della vita della persona beneficiaria.

Si tratta di una intelligente e rarissima applicazione dell’art. 2057 c.c. (Cfr. Cass. 18 novembre 2005 n. 24451 e Trib. Genova 15 giugno 2005; ZENO ZENCOVICH, Per una “riscoperta” della rendita vitalizia ex art. 2057 c.c., in Nuova giur. civ. comm., 1999; Franzoni, Dei fatti illeciti, in Comm. Scialoja, Branca, sub artt. 2043-2059, Bologna-Roma, 1993, 914).