La Cassazione sul danno in caso di conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato di più contratti a termine nel settore privato

Cass. 12 gennaio 2015 n. 262, Rel. Marotta, afferma che (anche) in caso di reiterazione di contratti a tempo determinato, l’indennità forfettaria prevista per il settore privato dall’art. 32, comma 5, della legge 4 novembre 2010, n. 183, è esaustiva del diritto al ristoro per il “periodo non lavorato”, mentre, per i periodi lavorati, al lavoratore spetta anche, oltre alla retribuzione maturata, il riconoscimento dell’anzianità di servizio e, dunque, la maturazione degli scatti di anzianità.

Ciò in quanto, l’indennità in quanto “onnicomprensiva” assorbe ogni forma di danno, ma non anche ciò che danno non è, ovvero quanto comunque spetta al lavoratore per i periodi lavorati. Ciò deve dirsi sia rispetto all’ipotesi del singolo contratto a termine illegittimo, sia in relazione alla diversa ipotesi di più contratti che, comunque, in quanto illegittimi conducono alla conversione in unico contratto di lavoro a tempo indeterminato.

La questione del danno risarcibile nel settore pubblico si pone in termini diversi, in ragione del divieto di conversione (l’indennità onnicomprensiva di cui all’art. 32 riguarda esclusivamente l’ipotesi di “conversione” e, dunque, stando ad un diffuso orientamento giurisprudenziale, il settore privato).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: Sulla conversione del contratto di lavoro a termine in rapporto a tempo indeterminato cfr. PLAIA, Categorie civilistiche e diritti speciali: la nullità del contratto di lavoro a termine. in Studiun Iuris, 2009, 1186-1193; BELLAVISTA, GARILLI, MARINELLI (a cura di), Il lavoro a termine dopo la legge 6 agosto 2008 n. 133. Privato e pubblico a confronto, Torino, 2009