La Corte di appello di Messina sull’annullabilità ex art. 1394 c.c. del contratto concluso dalla banca in conflitto di interessi

La Corte di Appello di Messina con sentenza 14 marzo 2014, Pres. Zumbo, Rel. Patania, si pronuncia su una controversia, relativa ad un piano finanziario denominato “4you”, in primo grado decisa da Tribunale Patti 22 settembre 2007, che aveva rigettato la domanda di nullità del contratto, nonché quella risarcitoria, dichiarandone al contempo l’annullamento per conflitto d’interessi, e condannando la banca alla restituzione delle somme versate dall’attore.

Per il Tribunale di prima istanza il prodotto finanziario, un finanziamento per l’acquisto di obbligazioni e quote di fondi comuni, rientrava nella previsione dell’art. 1 co. 2 lett. j) d.lgs. 58/98 e art. 1, co. 6, lett. c) TUF come “strumento di investimento” e l’annullamento del contratto andava affermata ex art. 1394 c.c. in combinato disposto con l’art. 21 co. 1 lett c) TUF .

La Corte di Appello di Messina accoglie invece l’appello della banca, non ritenendo sussistente nè il dolo della stessa, né tantomeno un deficit informativo in ordine alla sussistenza del conflitto di interesse. Conseguentemente riforma la sentenza di annullamento del contratto del Tribunale di Patti, all’esito di un meno rigoroso approccio ermeneutico  relativo alle disposizioni normative sul conflitto d’interesse e sull’obbligo dell’intermediario di astenersi dal consigliare o effettuare operazioni “se non dopo aver fornito all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento” (art. 21 TUF e artt. 27 e 28 Reg. CONSOB).