La farmacia non è responsabile per il gesto autolesivo del soggetto che ingerisce un medicinale acquistato senza la prescrizione medica obbligatoria, dovendosi ritenere interrotto il nesso causale

Trib. Palermo 6 febbraio 2014 merita di essere segnalata per alcune importanti precisazioni in tema di nesso di causalità nella responsabilità civile.

La vicenda riguarda il caso di un uomo che, dopo aver acquistato tre flaconi di un medicinale vasocostrittore presso due diverse farmacie, ingerisce le sostanze integralmente e, dopo una settimana di coma, muore.

Correttamente, il Tribunale Palermo, applicando principi piuttosto consolidati in tema di causalità adeguata e umana, ma ad una fattispecie assai particolare, esclude la responsabilità delle due farmacie che, a dire dei parenti del soggetto deceduto, avrebbero venduto i flaconi in assenza di prescrizione medica obbligatoria.

In sostanza, la determinazione del soggetto agente viene considerata interruttiva del nesso di causalità che, in ipotesi, avrebbe potuto legare l’evento alla condotta negligente dei farmacisti.

E ciò perché il gesto suicida, in questo caso, non è causato dalla condotta precedente, come accade nel caso del suicidio conseguente a grave infortunio sul lavoro o incidente automobilistico. A differenza che negli esempi citati, qui Il disagio alla base del gesto suicida non può in alcun modo ricondursi alla condotta delle farmacie, anche qualora il farmaco fosse stato venduto in assenza di ricetta medica obbligatoria (circostanza peraltro non provata).