L’omosessualità della coppia non preclude la possibilità di adottare la figlia della convivente

Anno I, numero II, luglio/settembre 2014

Tribunale per i minorenni di Roma 30 luglio 2014 è la prima decisione che accoglie un ricorso con cui una donna chiede l’adozione (“in casi particolari”) della figlia della propria convivente (art. 44, co. 1, lett. d, L. 184/83, come modificata dalla L. 149/2001).

In passato la giurisprudenza, in particolare Tribunale per i minorenni di Milano 28 marzo 2007,  aveva già interpretato la disposizione normativa in questione nel senso che la stessa consente l’adozione al singolo del figlio della convivente more uxorio.

In punto di diritto, la decisione ha dunque un precedente pressoché identico, dal quale si discosta per la mera circostanza di fatto che il richiedente l’adozione ha in questo caso lo stesso sesso della convivente more uxorio, genitore naturale dell’adottato.